Reverse Towards a New Paradigm | God is Green V Edizione

03.11.22 – 24.11.22

Reverse Towards a New Paradigm | God is Green V Edizione
God is Green è il festival dedicato alla sostenibilità e al futuro ideato da Manifattura Tabacchi 

 

 

Dal 3 al 24 Novembre in Manifattura Tabacchi, ingresso libero

 

 

Opening | 3 novembre alle 18.30

 

 

La mostra è visitabile dal mercoledì alla domenica, dalle 14.00 alle 20.00

 

 

Una produzione del Dipartimento di Architettura – DIDA dell’Università di Firenze
In collaborazione con NAM – Not A Museum
A cura di Giuseppe Lotti, Marco Marseglia, Elisa Matteucci, Giulia Pistoresi, Eleonora D’Ascenzi

 

Giovedì 3 novembre, dalle 14.00 alle 16.00 presso lo spazio Festa di Manifattura Tabacchi, si terrà il talk relativo la mostra Reverse Towards a New Paradigm.
È richiesta la prenotazione gratuita
qui

 

 

Il talk rappresenta l’occasione per approfondire alcune delle tematiche trattate dai designer all’interno della mostra Reverse Towards a New Paradigm.

 

 

Introduzione a cura di Marco Marseglia | Università degli studi di Firenze, DIDA, UNIFI

 

 

Con
Anna Citelli, Raoul Bretzel
Chiara Scarpitti, Francesco Dell’Aglio
Andi Nganso, Paolo Maurizio Talenti | Festival DiverCity
Duccio Maria Gambi, Daniele Lora | CC-Tapis
Laura Passalacqua, Francesco Taviani | Studio Lievito
Nasrin Mohiti Asli | Studio Orizzontale

 

La quinta edizione di God Is Green, il festival dedicato alla sostenibilità e il futuro ideato da Manifattura Tabacchi, si esplicita nella collaborazione tra il DIDA – Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze e NAM – Not A Museum.

 

 

Di fronte all’emergenza climatica, sociale e politica, l’umanità si trova nel mezzo di un processo di cambiamento rispetto ai modelli culturali ed economici finora accettati. Dove l’urgenza può trarre in inganno spingendo il pensiero nel dualismo tra inattività o iperattività, si fa spazio l’esigenza di recuperare il tempo per osservare l’universo con uno sguardo critico e vergine. Con queste premesse, la mostra Reverse Towards a New Paradigm, raccogliendo installazioni, video e opere di documentazione, si sviluppa secondo un percorso narrativo che parte dalla presa di consapevolezza dello stato attuale per giungere a una visione aperta: la ricostituzione di un nuovo equilibrio tra umano e naturale.

 

 

I 17 autori coinvolti impiegano il linguaggio del design per decomporlo e ricostituirlo come elemento di riflessione, visualizzazione e soluzione della problematica trattata.
Il percorso si sviluppa in 5 capitoli: partendo da una rottura dei confini, si prosegue attraversando i concetti di altruismo reciproco e decolonizzazione dell’immaginario, per passare all’idea della tecnologia orientata a soluzioni inedite e terminare con l’idea di rintracciare nel cosmo un nuovo incantamento. In conclusione, la mostra Reverse Towards a New Paradigm raccoglie spunti, esperienze e dati da tutto il pianeta, con l’idea che il linguaggio umano possa essere una risorsa, non più di distruzione, ma di creazione e proposizione di un paradigma alternativo di convivenza, abitazione e socialità.

 

 

BREAKING BOUNDARIES
Federica Fragapane / The stories behind a line
Studio Lievito / Presidio
Civic City / La poésie dans le tissu
Festival DiverCity / Altare della cura
Duccio Maria Gambi / Territorio

 

 

Con la pandemia, nel caso ci fosse stato ancora il bisogno, abbiamo capito che non ci si salva da soli. Si tratta di superare l’individualismo aprendoci alle collaborazioni, tra più persone, passo dopo passo. Andare oltre l’individuo vuol dire soprattutto aprirsi alla diversità e all’alterità, favorendo conoscenza, accoglienza e inclusione. Ciò rimuovendo definitivamente le logiche coloniali che, seppur inconsciamente, rimangono dentro di noi, consapevoli che le culture si sono sempre scambiate, arricchendosi.

 

 

THE RECIPROCAL ALTRUISM
Duccio Maria Gambi, CC Tapis / Lapse 3
Eugenia Morpurgo / Syntropic Materials
Francesco Faccin / Honey Factory
Margherita Poli / Oggetti sinantropici

 

 

Il superamento della crisi ambientale e sociale richiede il superamento dell’umanocentrico, in nome di una visione che riconsideri l’uomo parte integrante della natura, in nome di un rapporto paritetico tra tutti i viventi. Il Non-Umano può insegnarci logiche maggiormente sostenibili per evolversi e prosperare in armonia con l’ambiente circostante: efficienza energetica, risparmio di materia, sobrietà nei comportamenti, nuova socialità, prossimità.

 

 

DECOLONIZING THE IMAGINARY
Studio Orizzontale / Co-Carts
Andrea Branzi / Grandi Legni
Valeria Ferrari / Il custode dei sogni
Marginal Studio / Decolonizing Agriculture

 

 

Occorre proporre un progetto altro, fondato su un nuovo paradigma culturale e sociale. Diverse sono le strade, non univoche, talvolta difficili. Si tratta di superare l’idea del possesso, privilegiando l’accesso a beni e servizi. Occorre progettare superando la centralità del principio economico, in nome di una nuova sobrietà. Un’altra strada percorribile è quella di una cosalità potente, di presenze magiche, quasi totemiche nell’intento di esorcizzare l’idea di prodotti effimeri destinati a un veloce invecchiamento e scomparsa.

 

 

TECHNOLOGY WITH PURPOSE
Thijs Biersteker / MB>CO2
Chiara Scarpitti, Enza Migliore e Francesco Dell’Aglio / Crafting Ecosystems
Fabio Ghelardini / Apotropaic Family
Vaia / Vaia Cube

 

 

Di fronte allo strapotere della tecnologia, oggi più che mai appare evidente l’importanza di dare un senso alla stessa. Così l’innovazione tecnologica diventa strumento e mezzo per raccontare l’impatto ambientale delle nostre azioni. Se l’innovazione tecnologica appare centrale nell’affrontare le grandi sfide della contemporaneità, anche guardare alle conoscenze tradizionali può aprire possibili direzioni di ricerca. Sempre più spesso la tecnologia si fonde poi con la natura, in un ibrido contemporaneo di straordinario fascino.

 

 

RE-ENCHANTING THE WORLD
Anna Citelli e Raoul Bretzel / Capsula Mundi

 

 

Al di là di tutto, la vera sfida appare quella di un Reincanto del Mondo, che sta nella capacità di guardare la realtà con occhi diversi, in nome di una nuova profondità di pensiero e d’azione che, forse, va ben oltre una fredda razionalità e richiede nuovi riti. In nome di un legame profondo con la natura, eredità per chi verrà dopo di noi.

 

Laboratorio di Design per la sostenibilità

Giuseppe Lotti, Marco Marseglia, Irene Fiesoli, Margherita Vacca, Fabio Ballerini, Elisa Matteucci, Francesco Cantini, Alessio Tanzini, Manfredi Sottani, Giulia Pistoresi, Denise De Spirito, Lu Ji, Jing Ruan, Pablo Frejio Reis, Marika Costa, Eleonora D’Ascenzi

 

 

 

Il Laboratorio di Design per la sostenibilità del Dipartimento di Architettura – DIDA dell’Università di Firenze è composto da professori, ricercatori, dottorandi e stagisti che operano nel settore del design – strategico, di prodotto, comunicazione e servizio – con una spiccata attenzione verso le tematiche della sostenibilità – ambientale, sociale /culturale, economica. Il laboratorio sviluppa le proprie attività in stretta collaborazione con il gli altri laboratori del sistema DIDALABS.

 

Laboratori didattici

Mercoledì 16 novembre 2022, dalle 16:30 alle 18:30
Mercoledì 23 novembre 2022, dalle 16:30 alle 18:30
Appuntamento: ore 16:00, ingresso Manifattura Tabacchi, via delle Cascine 35.

 

 

La partecipazione ai laboratori è gratuita, previa richiesta di adesione e fino a esaurimento posti.

 

 

Per partecipare, inviare una mail a nam@manifatturatabacchi.com entro il giorno precedente alla data del laboratorio.

 

NAM – Not A Museum grazie alla collaborazione con l’associazione Onouka propone due laboratori didattici per bambine/i e ragazze/i dai 6 ai 15 anni all’interno della mostra Reverse Towards a New Paradigm presso Manifattura Tabacchi.

 

 

Il laboratorio nasce dall’idea di introdurre i/le più giovani ai temi relativi all’ambiente. Partendo dalle problematiche prese in carico dalla mostra Reverse Towards a New Paradigm, si delineano un viaggio di esplorazione e un’idea dell’uso responsabile delle “proprie” risorse.
I/le partecipanti sono chiamati/e a pensare come designer e a riflettere sulla sostenibilità attraverso la creazione di speciali dispositivi e installazioni di gruppo.