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La Manifattura per Firenze

La storia

Le testimonianze

Il personale della nuova sede della Manifattura Tabacchi di Firenze, inaugurata nel 1940, si compone di millequattrocento operai, tra uomini e donne che lasciano le vecchie sedi di lavoro per trasferirsi nell’innovativo complesso industriale delle Cascine.

Come ricordano i giornali dell’epoca: «A piazza Puccini non si può far finta d’ignorare la nuova animatissima vita che vi si svolge da quando la Manifattura ha cominciato a funzionare. I tranvai arrivano carichi di passeggeri verso le cinque del pomeriggio, quando operai e operaie, finito il lavoro, escono per tornare a casa».

L'identità del luogo

Il tabacco fa la sua prima comparsa come prodotto medicinale proveniente dall’America nella Roma pontificia nella seconda metà del Cinquecento. In Toscana, l’utilizzo del tabacco risale alla seconda metà del Settecento, ma è solo nell’Ottocento che l’abitudine di fumare entra nella vita comune delle persone, tanto che nel 1815 viene creato il famoso sigaro “toscano”. Questa diffusione di massa porta, in breve tempo, a una diversa concezione del Monopolio del Granducato di Toscana, e alla conseguente nascita delle Manifatture.

Perché nascono le Manifatture?

Sant’Orsola e di San Pancrazio sono le due storiche Manifatture Fiorentine che si uniranno nel moderno complesso industriale di Manifattura Tabacchi per due ordini di motivi: far fronte all’aumentata richiesta commerciale dei prodotti da fumo; potenziare l’efficienza che si richiedeva a un moderno opificio industriale.
L’unificazione delle due Manifatture risolve anche il problema della dispersione di altri servizi, dispersi in altri cinque o sei sedi tra loro distanti; si trattava dei Magazzini di tabacchi greggi, dell’Ufficio Compartimentale per i servizi commerciali e fiscali, della Direzione Compartimentale per le coltivazioni dei tabacchi e del Deposito e sezione vendita dei generi di Monopolio. La nuova Manifattura di Firenze comprenderà, infatti, tutti questi diversi centri di attività, razionalizzando e riducendo tutta una serie di spese generali relative ai trasporti, distribuzione di calore, di energia elettrica e sorveglianza.

Una nuova realtà industriale cambia la vita sociale e urbana della città. L'architettura porta la prestigiosa firma di Pier Luigi Nervi

Agli inizi degli anni Trenta inizia un intenso Piano edificatorio che comprenderà sette fasi costruttive.
L’organizzazione planimetrica del nuovo Opifico segue chiari principi distributivi: lungo il fronte urbano di via delle Cascine, la Direzione e il Teatro Puccini; lungo il confine tergale del lotto, i magazzini e l’officina; al centro del complesso, le aree di produzione e i servizi generali.  Le diverse unità funzionali sono collegate da una rete di percorsi pedonali e carrabili interni all’area; all’esterno del lotto, la ferrovia costituisce l’infrastruttura a servizio della fabbrica.

L’architettura porta la firma di Pier Luigi Nervi, socio dell’impresa Nervi & Nebbiosi che collabora con  il Ministero delle Finanze e, in particolare con l’organo dei Monopoli di Stato che affida alla ditta numerose commesse in tutta Italia per la costruzione di nuove Manifatture Tabacchi.

Il progetto della Nuova Manifattura Tabacchi riveste un ruolo di fondamentale importanza per l’economia, l’urbanistica e la vita socio-economica della città di Firenze.

La notizia dell’avvio del cantiere viene messa in evidenza in un articolo pubblicato nel settembre del 1934 su La Nazione che così, commenta: «È stata a suo tempo data la notizia del programma dei lavori per la nuova Manifattura Tabacchi di Firenze che … ha richiesto complessivamente una spesa di oltre ventitré milioni di lire. Questo dato, sia pure approssimativo, può fornirci la nozione della grandiosità e dell’importanza dell’opera compiuta».

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Il 4 Novembre 1940 si inaugura Manifattura Tabacchi

L’inaugurazione ufficiale, prevista per il 28 ottobre 1940, anniversario della Marcia su Roma, sarà poi rimandata al 4 novembre.  

L’inaugurazione della Manifattura di Firenze avrà una particolare solennità. Così il quotidiano La Nazione dà testimonianza dell’evento:

«Sarà fatta dall’eccellenza di Ravel, Ministro delle Finanze. Interverrà per intero il consiglio d’Amministrazione dei Monopoli di Stato e saranno presenti le maggiori autorità politiche, militari, civili ed ecclesiastiche della provincia. Il programma della cerimonia comprende il rito inaugurale con la benedizione dell’Arcivescovo di Firenze, quindi una visita delle autorità e degli invitati ai vari reparti dello stabilimento, dove le maestranze saranno ai posti di lavoro … Nelle ore pomeridiane seguirà l’inaugurazione della Casa del Dopolavoro, dove gli stessi dopolavoristi dei Monopoli animeranno la testa con esibizioni filodrammatiche, liriche e corali … Il complesso delle opere che costituiscono la nuova Manifattura di Firenze è da considerare come una delle realizzazioni più importanti dell’ampie direttive di rinnovamento che il Monopolio dei tabacchi ha tracciato da alcuni anni … Siamo di fronte a un programma organico di trasformazione e potenziamento ispirato ai più moderni criteri della tecnica industriale».

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