Entrevue, le interviste di Living Room

entrevue

Le interviste di Living Room a i protagonisti del mondo dell’arte e della cultura 

living room

Uno spazio di dialogo, che coinvolge voci autorevoli nell’ambito dell’arte, dell’architettura, della moda e della sostenibilità. Ciascuno di loro affronta uno dei temi della programmazione Living Room in base alla propria esperienza e competenza, offrendo momenti di formazione e approfondimento, in dialogo con la curatrice Caterina Taurelli Salimbeni.

In un momento di distanza sociale e scarsità di rapporti interpersonali determinato da un rivolgimento globale destinato a segnare cambiamenti importanti nel vivere civile, Manifattura Tabacchi offre un contributo di analisi e interpretazione affidato a voci autorevoli nei loro ambiti di operatività.

Entrevue / Spazio

Gino Garbellini (Architect, co-founder Studio Piuarch)  e Antonio Perazzi (Landscape Architect, fouder Studio Antonio Perazzi)

in dialogo con Caterina Taurelli Salimbeni (Curator – MIM)

Gino Garbellini e Antonio Perazzi percepiscono lo spazio secondo una visione allargata, all’interno della quale il paesaggio urbano e il paesaggio naturale si ritrovano a convivere. Non viene prima l’uno o prima l’altro, né si collocano su livelli diversi: i due spazi fanno parte di un unicum, una totalità di cui l’uomo fa parte. Un approccio condiviso, questo, che li ha portati a lavorare spesso insieme su diversi progetti, tra i quali alcuni a Firenze, come la Fabbrica di Fendi o la Manifattura Tabacchi.

Molte sono le idee e le questioni che emergono alla luce del tema affrontato, eppure tutte convergono su un’idea, ancora una visione, che è quella dell’importanza della relazione, genitrice di ogni progetto. È la relazione accompagnata dal sentimento, lo stare bene dentro uno spazio, che muove la creazione e che porterà a una risoluzione nella progettazione degli spazi, pubblici e privati. E la soluzione è già qui. 

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gino garbellini

Gino Garbellini | Partner
Nasce in Valtellina, dopo la laurea al Politecnico di Milano collabora dal 1990 al 1996 con lo studio Gregotti Associati, per il quale cura gli aspetti urbanistici dello sviluppo della ex area industriale Pirelli Bicocca a Milano e molti progetti e cantieri relativi alla fase di realizzazione degli interventi. Nel 1996
fonda con Francesco Fresa, Germán Fuenmayor e Monica Tricario lo studio Piuarch. Ha insegnato al Politecnico di Milano presso la facoltà di Ingegneria Edile-Architettura e da anni tiene conferenze in tutto il mondo. Come partner dello studio, il suo lavoro si concentra sulla comprensione del contesto urbano ed edilizio, per garantire un innesto fluido degli edifici nel territorio circostante e far sì che sia il
paesaggio a suggerire la forma e il linguaggio del progetto.

studio piuarch

Antonio Perazzi

studio antonio perazzi

Antonio Perazzi  paesaggista riconosciuto per il suo forte interesse per la botanica e per il rapporto tra il paesaggio delle piante e quello degli uomini.

Milanese cosmopolita rivolto ad Oriente, da sempre interessato alle piante progetta degli spazi che mettono in relazione la botanica e la società. 

I suoi progetti  rifuggono gesti autoreferenziati e sono concepiti come un campo aperto di ricerca tra estetica e funzionalità, pratica e cultura.

Progettista, botanico e scrittore, formatosi al Politecnico di Milano e ai Kew Royal Botanical Gardens di Londra, nel 1998 apre il suo studio di progettazione col quale firma progetti pubblici e privati in Italia e all’estero. È stato invitato a partecipare ad esibizioni internazionali come la Mostra internazionale di architettura di Venezia, il Féstival international des jardins de Chaumont-sur-Loire, la mostra Avant gardeners alla Tate Gallery di Londra, il Féstival International des Jardins de Métis, Canada. È stato professore a contratto al Politecnico di Milano e ha tenuto lezioni e workshop in numerose facoltà italiane e straniere come l’Accademia di Belle Arti di Brera, il Politecnico di Milano, Universität der Künste Berlin, I.S.I.A. di Urbino, Universität für angewandte Kunst Vienna, Yunnan University of Finance & Economics – China, École nationale supérieure du paysage de Versailles, Convegno IFLA, Giornate internazionali di studio del paesaggio Fondazione Benetton.

Collabora con diverse testate nazionali ed internazionali tra cui Il Sole 24Ore su cui firma la rubrica dell’inserto domenicale sui giardini.

Ha pubblicato i libri Contro il Giardino con Pia Pera, Foraverde con prefazione di Gilles Clément; il suo ultimo libro è Il paradiso è un giardino selvatico, storie ed esperimenti di botanica per artisti, Utet 2019. 

entrevue / natura

Riccardo Valentini (Professore, Biofisico) 

 

in dialogo con Caterina Taurelli Salimbeni (curator)

Riccardo Valentini offre una disamina lucida e olistica del rapporto tra uomo e natura: il riscaldamento globale e la pandemia da COVID-19, non sono altro che la testimonianza di un atteggiamento temerario che l’uomo ha nei confronti della natura. Allora bisogna tornare al principio, al come e perché l’uomo è giunto a interagire con la natura al punto da essere entrato in contatto con un virus che non gli appartiene. Complice l’incremento demografico senza precedenti che ha interessato l’ultima metà del secolo, lo sfruttamento delle risorse naturali ha spinto l’attività umana nel 70% della superficie terrestre. Di qui la deforestazione, l’incremento di anidride carbonica nell’aria, lo spillover. Alla luce dell’incommensurabilità di tali accadimenti, che mette in crisi la stessa idea di mondo alla quale si affida la filosofia moderna, la tecnologia diventa prolungamento fondamentale della comprensione umana, attraverso per esempio il monitoraggio dello stato di salute di abitanti essenziali come le piante e gli alberi. Una soluzione è possibile, ma condizionata all’adozione di un’azione comunitaria e di una coscienza etica a livello globale, senza far sconti, senza far differenze, oltre gli egoismi individuali e nazionali. 

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riccardo valentini

Laureato in Fisica nel 1985, membro della European Academy of Sciences, ha svolto attività di ricerca presso il Department of Plant Biology, the Carnegie Institution of Washington e ha lavorato presso the Joint Research Center della Commissione Europea. Dal 2000 è Professore ordinario presso l’Università degli Studi della Tuscia diventando, nel 2002, Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente Forestale e delle sue Risorse. L’attività di ricerca del Prof. Riccardo Valentini riguarda principalmente temi legati al settore della ecologia, dei sistemi agro-forestali e delle problematiche connesse con l’attuazione delle convenzioni internazionali per la protezione dell’ambiente globale. Il prof. Valentini è Laurea Honoris Causa presso le seguenti università: Facultè Universitaire des Sciences Agronomiques de Gembloux, Belgium, Russian State Agricultural University – Timiryazev Academy, Moscow, Russia, Financial University, Moscow, Russia, Georgian Technical University, Tblisi, Georgia. Ha ricevuto nel 2006 lo Zayed International Prize for the Environment come membro del Millennium Ecosystem Assessment Board, nel 2015 il premio “ Ernst Heckel”  della Federation of European Ecological Societies, nel 2018 la medaglia della Accademia Italiana delle Scienze “detta dei XL” per la Fisica e le Scienze Naturali.

Insieme ad altri scienziati del Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), nel 2007 è stato insignito del Premio Nobel per la Pace per le ricerche condotte su problematiche relative ai cambiamenti climatici. 

 

ENTREVUE / TEMPO

Linda Loppa (creative director)

 

in dialogo con Caterina Taurelli Salimbeni (curator)

“È una relazione di amore e odio” quella tra la moda e il tempo: la moda è sempre alla rincorsa del tempo, la moda vive nel futuro. Linda Loppa ritrae un mondo che le appartiene da tutta la vita e che si trova a fare i conti con un ritmo che ha spinto il sistema intero a livelli di creazione assoluti, ma anche incontro a un rischio, quello di perdere la gioia e la passione per un lavoro che invece si deve amare profondamente. Parlare di tempo rispetto alla moda significa allora anche parlare della ricerca di un tempo perduto, perdita intrinseca alla moda stessa, ma anche innescatrice di temi quali la sostenibilità del sistema, la qualità della vita e la storia. A quest’ultima appartiene l’arte, che eterna sconfigge il tempo, mentre la moda resiste alla storicizzazione, lei guarda già al dopo, al domani. Ed è tra questo continuo sporgersi avanti e il fermarsi a recuperare il tempo e ad apprezzarlo, che si gioca il presente e l’immediato futuro della moda, una sfida turbolenta e affascinante nella quale, per quanto lo si eviti, la frenesia di scoprire e scovare trova il suo più prezioso nutrimento. Pura avanguardia. 

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Linda Loppa

linda loppa su instagram

Art director / curatrice / opinion leader / educatrice / coach

Dottore honoris causa presso la University of the Arts di Londra

50 anni di esperienza nel settore della moda in ambito pubblico e privato

25 anni alla direzione della Royal Academy of Fine Arts di Anversa, dipartimento di moda, 20 anni di esperienza nel settore retail e gestione punti vendita

10 anni a capo del Flanders Fashion Institute

8 anni di direzione e curatela del Museo della moda di Anversa

9 anni alla direzione del Polimoda International Institute Fashion Design & Marketing a cui si aggiungono 4 anni nel ruolo di Consulente / Docente / Advisor Strategy & Vision

Attività

Fondatrice del Linda Loppa Factory – uno studio che promuove l’arte, la cultura e l’educazione con sede a Parigi.

“Advisor Strategy & Vision” per il Polimoda Institute, Firenze: una piattaforma con sede a Parigi.

Membro dell ‘”Advisory Council” del MoMa di New York in occasione della mostra “Items: Is Fashion Modern?”

Assegnazione di una “Visiting Fellowship” in riconoscimento delle competenze acquisite sul campo, presso la UAL University per il triennio dall’1 settembre 2016 al 31 Agosto 2019. “

Membro BoF500 – Business of Fashion – Hall of Fame dal 2014.

Membro del “Comitato consultivo” per la mostra “The State of Fashion” alla ricerca del nuovo lusso – Arnhem, Paesi Bassi. Inaugurazione maggio 2018.

Dottore honoris causa presso la University of the Arts di Londra (luglio 2018).

Sviluppa progetti di curatela nel mondo della moda e dell’arte, tra cui “if I could, unless we” alla Manifattura Tabacchi, Firenze 2019, e il live Talk format “Living Room“.

Docente / Scrittrice / Critico della moda

Selezionata come membro del “Laboratoire d’Idées” del “Grand Palais 2023” a Parigi; la commissione lavorerà su quattro seminari tematici durante l’anno 2019.

Pubblicazione del libro LIFE IS A VORTEX Editore: Skira ISNB: 978-88-572-4062-6

caterina taurelli salimbeni

 

Caterina Taurelli Salimbeni (Roma, 1992) è curatrice, scrittrice e giornalista. Si laurea nel 2017 in Gestione dei beni culturali presso l’Università Bocconi di Milano con una specializzazione in arte contemporanea e cinema presso l’HEC di Parigi. Collabora con la redazione di Inside Art e ha co-curato le mostre delle ultime edizioni del Talent Prize nel 2017, 2018 e 2019. Ha lavorato in diverse gallerie d’arte a Cape Town, Roma e Venezia. Attualmente è curatrice dei progetti d’arte contemporanea di Manifattura Tabacchi a Firenze.