Città possibili, pioniere di un futuro plurale

Many Possible Cities è il festival di Manifattura Tabacchi che racconta storie di rigenerazione urbana, dove nuovi spazi polifunzionali e comunità fluide contribuiscono a creare valore culturale, economico e sociale.

In questa edizione estiva il linguaggio universale della musica si è affiancato a talk e laboratori portando queste città possibili, pioniere di un futuro plurale, nel nostro presente e dando spazio a talenti locali permeabili alle nuove evoluzioni contemporanee e che parlano al mondo.

Many Possible Cities si pone come punto di incontro e di discussione sul futuro delle città: caotiche, affannate, distratte, sconnesse dalle emozioni e connesse con la rete. 

Manifattura Tabacchi è un contenitore perfetto per pensare un nuovo agire nella città e per la città.

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Ad aprire il festival c’erano Three Faces, FabLab, Filoferro e Dance FloorKids con i loro progetti che puntano a rendere la città più aperta e vitale.

Three Faces ha messo in mostra i tre anni di attività del suo free press StreetBook Magazine. Una pagina della rivista chiamata Totem (come il simbolo principe delle culture native americane) è riservata all’interpretazione di vari artisti del concetto di ‘Terza Faccia della Medaglia’. Three Faces ha voluto esporre le pagine Totem come rappresentazione della sua essenza.

Marcho, Dubhe, AD Animelle, Elise Brique, Daria Derhakashan, Brucio, Davide Bart Salvemini, Daniele Mariti, Blady, Luchadora, Federico Bria, Nick Gambassi e HAZE hanno usato il loro talento per realizzare i contenuti messi in mostra. Grazie alla loro arte hanno creato un nuovo punto di vista attraverso cui guardare e analizzare il mondo e la realtà contemporanea. 

FabLab Toscana – Contea ha presentato il progetto PortaLab: un laboratorio di manifattura digitale portatile pensato per le associazioni di sostegno ai disabili. Il progetto si propone di formare il personale all’uso del PortaLab, in modo che possa realizzare soluzioni ad-hoc per i problemi delle persone assistite coinvolgendole direttamente nel processo.

Filoferro Architetti è uno studio fiorentino di architetti che ha dato vita al progetto Scarto, una rivista realizzata con stampa risografica dai ragazzi di Concretipo

Durante il festival è stato presentato il secondo numero di Scarto con la partecipazione degli autori che hanno contribuito ai contenuti, tra cui: abp architetti, AFSa, ECÒL, fernweh architettura, OKS ARCHITETTI, OPPS architettura, StudioTotale.

L’incontro è stato aperto da q-bic, lo studio che ha curato la rigenerazione degli spazi di B9, e si è rivelato un’occasione perfetta per un confronto attivo e provocatorio. Tra i contenuti del n°2 di Scarto anche una lettera aperta di Adolfo Natalini in risposta alle domande poste dai giovani studi di architettura che hanno collaborato alla realizzazione della rivista.

DanceFloor Kids ha organizzato un laboratorio per genitori e figli attraverso il gioco, il movimento e il contatto. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di dare spazio alla sperimentazione condivisa e di scoprire il dialogo che nasce dall’incontro dei corpi. Momenti di gioco e creatività che danno forma all’immaginazione, per incontrarsi e legarsi in modo unico.

Agnese Lanza e Martina Francone, entrambe danzatrici, insegnanti di danza e mamme sono riuscite a coinvolgere e divertire i numerosi partecipanti, anche i più piccini.

La musica, intesa come mezzo di comunicazione, di espressione e di integrazione grazie ai talk e ai concerti a cura di Futurissima e al live di Murubutu.

Il primo giorno di Many Possible Cities ha ospitato il talk Futurissima Spotlight, moderato da Kiave e trasmesso in diretta FB sulla pagina di Manifattura Tabacchi. Gli artisti ospiti hanno parlato delle loro origini e delle loro storie, le stesse storie che subito dopo hanno dato vita alle esibizioni sul palco di B9: un connubio tra i loro pezzi più rappresentativi e un’inedita jam session. I protagonisti della serata sono stati AVEX, Ekowave, Jathson, Babatunde, Il Male e Apple B.

Futurissima è un’etichetta indipendente che promuove giovani artisti radicati in Italia e parte della scena mondiale, seconde generazioni di talenti che creano musica e parole per abbattere le barriere tra generi, sottoculture, età e pubblici.

Murubutu ha animato il palco di B9 a partire dalle 21:30. Rapper e cantautore italiano, Murubutu è fondatore e voce del collettivo reggiano La Kattiveria. La sua particolarità è quella di unire l’hip hop con la letteratura, la storia e la filosofia, creando un rap di ispirazione letteraria che racconta storie metaforiche e complesse, ricche di cultura e controcultura.

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A chiusura della serata l’after show e dj set Support Your Local di Progeas Family ha portato sul palco talentuosi dj locali come: Teo Naddi, Hertz Collision, Sight e Galattica.

Il secondo giorno di festival è stato allestito anche l’Edera corner, spazio dedicato alla cultura e ai giovani.

Edera è un’associazione culturale senza scopo di lucro basata sulla passione per il giornalismo di otto ragazzi di vent’anni. Edera anche una rivista creata, scritta, impaginata e disegnata da ragazzi universitari e diffusa nel territorio fiorentino e provincia. In occasione del festival di Many Possible Cities l’associazione ha allestito Edera corner: talk, riviste e interviste, un ‘salotto’ per talk e interviste agli ospiti negli spazi di B9.

“Edera – La cultura cresce ovunque

Many Possible Cities si è chiuso sulle note del twin stage di Fiore sul Vulcano e del live dei BowLand.

La serata del 7 luglio è stata aperta dal twin stage, a cura di Fiore sul Vulcano. I palchi di B9 hanno visto come protagonisti: FRIGO, LOREN, Lupineri, Tonno, Tutte Le Cose Inutili e Addio Proust.

Fiore sul Vulcano è un collettivo di artisti fiorentini, che si occupa di produzione musicale ed organizzazione eventi. È nato nel 2015 da incontri di puro scambio tra gruppi emergenti e autori che condividono il gesto dello scrivere canzoni. Fin da subito è emersa una forte identità artistica e una ‘visione non utilitaristica’, dove il confronto pone tutti sullo stesso piano. L’associazione cura la programmazione artistica di locali e rassegne cittadine, portando in giro per l’Italia talenti locali che fanno musica di qualità, originale e indipendente.

Il festival è stato chiuso in bellezza con il concerto live dei Bowland.

I loro ritmi psichedelici, i visual non convenzionali e l’atmosfera di B9 sono stati una conclusione perfetta per questa edizione estiva.

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