SUPERCATASTROFE

Quali storie per la fine del mondo

God is Green III Edizione

 

9-11 ottobre 2020

 

A cura di NERO

Con: Not, Medusa, Threes, Parasite 2.0, Andreco, Clara Ciccioni, Federica Timeto, Miriam Tola.

In un’epoca di pandemie, disastri climatici e disparità sociali a prima vista irreparabili, è ancora possibile immaginare forme di vita comune capaci di ribaltare il modello espansivo che finora ha regolato tanto il nostro rapporto con l’ambiente quanto quello coi nostri simili? E quali strumenti possiamo mettere in campo per ipotizzare un futuro in cui la parola “sostenibilità” non sia un vacuo slogan ma il perno attorno cui far ruotare una politica basata su obiettivi reali di condivisione, partecipazione, uguaglianza e rispetto per il pianeta? È a domande di questo tipo che da tempo si sta concentrando non solo il dibattito politico, ma anche la ricerca artistica e culturale, tanto all’estero quanto in Italia.

In questo senso, collettivi di architettura come Parasite 2.0, festival musicali come Terraforma, esperimenti di narrazione collettiva come Medusa, collane editoriali come Not, ma anche artisti come Andreco e studiose come Miriam Tola, Federica Timeto e Clara Ciccioni, sono tra gli esponenti più interessanti di quella fitta rete composta da artisti, pensatori, attivisti e operatori culturali che anche in Italia ha cominciato a riflettere in maniera originale sul cosiddetto Antropocene.

Indipendentemente dalle discipline di riferimento, le loro esperienze puntano tutte a immaginare pratiche e strategie utili a «sopravvivere in un pianeta infetto», tanto da comporre tutte assieme una sorta di sfaccettato quadro capace di aprire, nel devastato presente della contemporaneità, squarci futuribili di speranza attiva.

 

Prendendo in prestito un concetto chiave del filosofo e ecologista Timothy Morton, questa terza edizione di God is Green, a cura di NERO, prende la forma di una mostra “iperoggetto”, che presenta in un ambiente immersivo una moltitudine di contenuti – video, suoni, testi, parole, lecture – che compongono una specie di archivio mediatico temporaneo.

 

Un insieme di contenuti che in gran parte attingono dall’enorme archivio del web, nel tentativo di esplorare questa dimensione tematica senza farne un discorso compiuto, gerarchico o lineare, ma anzi abbracciandone la complessità e la frammentazione, restituendo allo spettatore la sola possibilità di farne esperienza contingente, in modo libero e personale.