PREDE

a cura di Stefano Giuri e Gabriele Tosi

 

dal 22 settembre al 7 novembre 2022
Opening | giovedì 22 settembre 2022 alle 18:30

 

 

Prede apre la bocca e guarda la fragilità dei sorrisi. Cristiani agisce tra intimità e comunità; utilizza il corpo e le strutture per far emergere il potere di paure ataviche nell’esercizio di scelte individuali e collettive. Il progetto opera su scenari diversi, impiegando oggetti scultorei derivati dal mondo dell’odontoiatria. Nella scarnificata architettura di Toast, per l’occasione privata delle protezioni dal mondo esterno, si rinsalda e fiorisce una comunità di deboli. Mentre due persone, che forse rappresentano il grado zero di una nuova società, mordono antiche protesi impazzite, accettando il confronto con la bestialità dell’essere umano nella ricerca utopica di una realtà desiderabile. 

La documentazione del progetto e del suo comportamento è raccolta in un’edizione di Aosta Publishing.

 

Lucia Cristiani

Lucia Cristiani (1991) vive e lavora tra Milano e Sarajevo. La sua ricerca si nutre del rapporto fra il paesaggio, gli oggetti che lo abitano e coloro che lo vivono. Nelle sua ricerca il paesaggio è inteso come naturale, politico, storico, personale, come esperienza umana. L’artista indaga percezioni individuali e collettive attraverso la memoria degli oggetti e della loro relazione con narrazioni e frammenti di identità. 

Fra le mostre personali si segnalano: Temporary North Star, a cura di Localedue, Bologna (2020); How far should I go to explode?, House of Displacement, a cura di CampoBase, promosso da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2019); MONO4 Tiropugni, a cura di Gabriele Tosi and Fabio Farnè, Localedue, Bologna (2019); Hyper-faded Ordinary Life, a cura di Carlo Sala presso Tra, Treviso Ricerca Arte, Ca’ dei Ricchi, Treviso (2018); The Grace of Maybe, a cura di UNA galleria, GAM, Galleria Arte Moderna Achille Forti, Verona (2018); This will fix you, a cura di Gloria Paolin, presso t-space, Milano (2016); Rosa decisivo presso Placentia Arte, Picenza (2015). Cristiani ha inoltre esposto il suo lavoro in diverse mostre collettive fra cui: How far should we go? a cura di Rossella Farinotti, Fondazione ICA, Milano (upcoming-2022); Altri quadri. Artisti e immaginari in movimento, a cura di Martina Melilli, Mart, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto (2022); Love Crush, a cura di Clara Scola, Anonima Kunsthalle, Varese (2022); Break-in, temporal displacement, a cura di Arnold Braho, The Address Gallery, Brescia (2022); Porta Portese a cura di Gaia Bobò presso Spazio Mensa, Roma (2021), Macina a cura di TreTre presso Viafarini.Work,Milano (2021); Pelle d’oca presso The Address Gallery, Brescia (2021); L’amor che move il sole e l’altre stelle, a cura di Massimiliano Finazzer Flory, Citylife, Milano (2021); L’aureola delle cose, sentire l’habitat, a cura di Guido Molinari, Pinacoteca Nazionale di Bologna (2020); Total Recall, a cura di Rossella Farinotti presso Galleria Bianconi, Milano (2020); To Make Something of Myself, DAS, a cura di Rossella Farinotti, Milano (2019); Immersione Libera a cura di Giovanni Paolin in collaborazione con Galleria Continua e con Bagni Misteriosi di Milano (2019); Lago Film Festival, a selection by Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee, a cura di Carlo Sala, Revine Lago (2019); International Pilot Film Festival #1° cura di Matthieu Reijnoudt e Koen Kievits, Arnhem (2018); VideoSalon presso Duplex 100 m2 Gallery, a cura di Pierre Courtin, Sarajevo (2016).