murubutu

in concerto

Per tutti gli eventi l’ingresso è da via delle Cascine n. 33

Sabato 6 luglio il Cortile della Ciminiera ospita il concerto di Murubutu, il rapper che ha fondato un nuovo sottogenere musicale, il “rap didattico”, un rap che vuole comunicare cultura. Nel live, a ingresso gratuito, Murubutu porta in Manifattura il suo ultimo album Tenebra è la notte e altri racconti di buio e crepuscoli.

 

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Tenebra è la notte e altri racconti di buio e crepuscoli è il quinto tributo di Murubutu al connubio fra musica rap e letteratura nonché il terzo concept album. I brani che lo compongono hanno tutti un comune denominatore: la notte.

 

La notte come realtà parallela che trasforma magicamente i luoghi su cui cala mutandone i contorni, i colori ma anche le percezioni, i comportamenti e i sentimenti delle persone che la vivono. La notte come momento di riposo o tormento, ora sogno, ora incubo. La notte come continua metamorfosi soggetto-oggetto che assume facce diverse in un ciclo continuo. La notte è davvero solo momento negativo funzionale al divenire illusorio dietro cui si cela l’Essere perenne di Parmenide? Nell’album la notte si fa medium narrativo attraverso cui raccontare fenomeni complessi come la guerra, la solitudine, il lutto ma anche il fascino della natura, l’ispirazione artistica, l’amore. Il titolo che parafrasa la celebre opera di Fitzgerald allude alla notte come catalizzatore di paure e speranze in cui l’individuo vive più che mai il confronto con se stesso.

 

Anticipati dal video del singolo La notte di San Lorenzo, tutti i racconti contenuti hanno registri e suggestioni differenti e risentono dell’influenza di narratori contemporanei come Haruf, Rigoni Stern, Ishiguro, Lauenstein ma anche classici come Wordsworth, Kafka e Dostoevskij, miscelati nella mia testa con approfondimenti storici e racconti popolari.

 

I rap-conti contenuti nell’album sono ambientati in tanti luoghi, prossimi o remoti, dove l’arrivo della notte
rappresenta l’inizio di una nuova dimensione che rende possibile capovolgere la coordinate della
percezione diurna. La notte come luogo sia fisico che mentale.

 

Le produzioni sono affidate in gran parte a beatmakers della scena hip hop nazionale (Il tenente, Dj West, XxX -Fila, Swelto, Dj Fastcut, SuperApe, R-Most) noti per il loro suono classico e caldo che bene si amalgama alle mie narrazioni. Anche in questo album la forte identità di genere delle basi strumentali corrisponde allo sforzo nel dare luogo ad una scrittura attenta a tecnica e contenuti: vogliono essere una dimostrazione, rivolta soprattutto alle giovani generazioni, di come si possa realizzare musica hip hop senza tralasciare concetti e riferimenti che possano contribuire ad una crescita culturale.

 

Alcune produzioni sono impreziosite da interventi strumentali di musicisti reggiani come Emanuele Reverberi (Giardini di Mirò) e Stefano Castagnetti (Ico). Gli ospiti al microfono, oltre ai soci di sempre (La Kattiveria e Dj T-Robb) e a due talentuose voci femminili (Daniela Galli, Dia), sono artisti cconsiderati da Murubutu tra i maggiori esponenti della scrittura alta nel rap in Italia (Caparezza, Mezzosangue, Claver Gold, Willie Peyote, Dutch Nazari).

Bio

Murubutu, al secolo Alessio Mariani, si avvicina all’hip hop all’inizio degli anni ’90. Insegnante di filosofia e storia presso il liceo Matilde di Canossa di Reggio Emilia, dal 2000 comincia a riflettere sulla interazione fra contenuti scolastici e musica rap. L’intento è fare del rap un mezzo espressivo per trasmettere contenuti di ordine culturale senza perdere l’attenzione verso la cura stilistica. Il risultato è un nuovo sottogenere musicale: il rap didattico, concretizzato nel 2006 dall’uscita dell’album Dove vola l’avvoltoio con il collettivo La Kattiveria. Sulla scorta della contaminazione fra rap e narrativa Murubutu intraprende nel 2009 un progetto solista, interamente dedicato allo storytelling, in cui sonorità hip hop classiche fanno da tappeto a testi con una forte curvatura cantautorale e accenti poetici. Nel 2011 Murubutu vince il secondo premio al Concorso Nazionale per cantastorie G. Daffini con il brano Anna e Marzio.

 

A partire dal 2016 viene invitato a numerosi festival culturali (Festival delle letteratura di Mantova, Festival della narrazione di Arzo, Cantiere poetico di Sant’Arcangelo, Festival della filosofia di San Fermo) tra i quali anche il celebre Festival della Poesia di Castelfranco (MO) in cui sostiene un confronto pubblico con Francesco Guccini sul rapporto fra rap e cantautorato.

 

L’attività musicale di Murubutu fino ad oggi è rappresentata da quattro album distribuiti dall’etichetta bolognese Irma/Mandibola records: Il giovane Mariani e altri racconti (2009), La bellissima Giulietta e il suo povero padre grafomane (2011), Gli ammutinati del Bouncin ovvero mirabolanti avventure di uomini e mari (2014), L’uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti (2016) con la partecipazione di Dargen D’Amico, Ghemon e Rancore.

 

Murubutu dal vivo, con l’aiuto dei soci U.G.O. e Dj T-Robb, propongono una miscela unica di hip hop
classico con poesia, narrativa e letteratura potenziale.

 

 

Il concerto di Murubutu si svolge nel contesto della seconda edizione di Many Possible Cities, il festival di Manifattura Tabacchi che racconta storie di rigenerazione urbana dove nuovi spazi polifunzionali e comunità fluide contribuiscono a creare valore culturale, economico e sociale.

In questa edizione estiva il linguaggio universale della musica si affiancherà a talk e laboratori, portando queste città possibili, pioniere di un futuro plurale, nel nostro presente e dando spazio a talenti locali, permeabili alle nuove evoluzioni contemporanee e che parlano al mondo.