Stefano Giuri

Stefano Giuri

(1991- Neviano)

TOAST

Vive e lavora Firenze, dove si è laureato all’Accademia di Belle Arti. Nella sua ricerca analizza le connessioni e i rapporti tra i concetti dello spazio pubblico e privato, tra la memoria collettiva e individuale, per affrontare, attraverso di essi, problematiche sociali attuali legate ai luoghi in cui opera. Con l’idea che in ogni memoria individuale si compongono segni, tracce e modelli connessi alle epoche, alla storia e ai contesti culturali. Nella sua pratica artistica l’interesse è rivolto a linguaggi come performance e scultura.

Tra le sue mostre recenti: Resistere, a cura di Pietro Gaglianò, Chiesa di Santa Verdiana, Firenze (2018); The stray statue paradox, a cura di Gabriele Tosi, SACI Studio Arts College International, Firenze (2017); The end of the new, a cura di Paolo Tuffolutti, Center in Galerija 774, Ljubljana (2017); This is the end, a cura di Elena Magini, Centro Pecci, Prato (2017); Studio Visit, a cura di Pietro Gaglianò, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno (2016).

Residenza d'artista

2018 - 2019
progetto triennale Manifatturanaturacultura

La Cura

Asshole

anno: 2019
materiali: ronzo lucidato a specchio, calcestruzzo
dimensioni: variabili, 2.655 kg

Asshole è il titolo dell’opera prodotta da Stefano Giuri all’interno della residenza artistica svolta presso la Manifattura Tabacchi di Firenze. Si tratta di una serie di sculture in bronzo lucidato a specchio derivate da calchi di fori di proiettili. Colpi sparati durante l’occupazione tedesca di cui resta una traccia nelle pareti degli edifici della manifattura, rimasti fino ai giorni nostri come una traccia di un passato tragico. Evidenziando una zona rimossa della storia, attraverso la distanza quasi “infrasottile” che sta tra la traccia e la sua copia, e interpretando l’impronta come il contatto di un’assenza, si genera uno scarto che sta tra la riproducibilità e uno scostamento minimo dalla realtà.